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Gianni Dova
Roma – 1925 / Pisa – 1991

Gianni Dova nasce a Roma nel 1925. All’età di 16 anni si trasferisce a Milano e frequenta il Liceo Artistico di Brera. Negli anni della sua formazione viene influenzato dalla pittura di Funi, Carrà e Carpi.
Frequenta gli artisti che avevano come punto di contatto il giornale Corrente, di Ernesto Treccani, come Renato Gottuso, Emilio Vedova, Carlo Cardazzo, Cesare Peverelli, Gian Carozzi, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti. Dova firma il Manifesto del realismo oltre Guernica, poiché riconosce, assieme ad altri artisti, la forza dell’opera di Picasso nella rappresentazione della lotta contro la barbarie.
Nel 1947 espone a Venezia e a Milano e aderisce al Movimento Spazialista assieme a Lucio Fontana, Roberto Crippa, Giorgio Kaisserlian, Beniamino Joppolo, Milena Milani, Antonio Tullier, Sergio Dangelo. Sempre nello stesso anno fonda con Remo Brindisi e Ibrahim Kodra il Gruppo di linea, teso ad analizzare la forma nell’atto artistico.
In seguito aderisce al Movimento Nucleare di Enrico Baj e Sergio Dangelo.
Verso la fine degli anni ’50, si avvicina all’astrattismo, seguendo l’influenza di Pollock. Le opere di questi anni sono caratterizzate dalle macchie di colore, che sono senza forma e vengono lasciate gocciolare, creando forme misteriose, filamenti. Queste macchie sono definite dalla tecnica del flottage: l’acqua emulsionata con vernice non solubile viene lasciata libera di espandersi sul supporto e si trascina via il colore finché l’artista non blocca il processo con un foglio di carta.
 Dova muore nel 1991 a Pisa.