agostinobonalumi

Agostino Bonalumi
Vimercate – 1935

Agostino Bonalumi, nato a Vimercate nel 1935, vi espone giovanissimo. Allestisce alla Galleria Totti di Milano la prima mostra personale nel 1956 e nel 1958 alla Galleria Pater la prima mostra del gruppo Bonalumi- Castellani-Manzoni, iniziando una fervida attività creativa, nella ricerca di una via d’uscita dall’informale che lo vede in un breve giro d’anni adire la scelta aniconica e presentare il proprio lavoro, oltre che in innumerevoli personali in sedi private, alle maggiori manifestazioni nazionali e a molti appuntamenti internazionali a fianco di artisti impegnati in ricerche analoghe proprio dagli ultimi anni cinquanta nei quali Bonalumi lavora anche per la rivista Azimut, con Castellani e Manzoni. La sua attività è seguita con attenzione fin dagli esordi dalla critica più qualificata. G.Dorfles presenta la mostra alla galleria del Prisma di Milano nel 1960 e segue con continua attenzione il lavoro di Bonalumi fino alla pubblicazione della monografia dedicata all’artista nel 1973 dalla Galleria del Naviglio, dopo le personali del ’69 e ’72. La ricerca dell’ artista punta sul rinnovamento dei materiali e dell’azione pittorica, in consonanza con le più avanzate esigenze internazionali, per un’espressione che oltrepassi la tradizione: si tratta di una nuova scuola europea che si annuncia con rassegne memorabili. Il Gruppo Zero parte dalla studio milanese di Lucio Fontana, le rassegne Weiss+Weiss raccolgono il consenso della critica in ambito mitteleuropeo. I diversi raggruppamenti delle varie edizioni di Arte attuale fanno il giro delle gallerie di tendenza e di spazi museali toccando le Biennali di Venezia, sedi museali delle capitali nordiche, di grandi città tedesche e americane. Bonalumi vive in prima persona tutti i maggiori appuntamenti espositivi affiancando al lavoro sulle sue sculture-pitture-oggetto esperienze nella scenografia, collaborazioni con architetti e con musicisti in un’ottica allargata che tende a ripensare il ruolo dell’artista e dell’opera. Egli fa del momento progettuale il fulcro della propria ricerca che si pone come scopo una costante evoluzione delle idee che sottendono la creazione artistica. Le sue realizzazioni monocrome tridimensionali in tele estroflesse -ossia aggettanti- quando non del tutto libere nello spazio, e sovente di grandi dimensioni, opere sovrintese da un rigoroso ordine geometrico, coinvolgono ambiente e luce in complessi rapporti. Ampie le affermazioni e i riconoscimenti che giungono all’artista in occasione di momenti espositivi di grande impegno e portata internazionale. Nel 1970 Bonalumi allestisce una personale alla Biennale di Venezia e le scene per il balletto Partita di Goffredo Petrassi al Teatro Romano di Verona; una personale a Berlino nel 1971, le scene per il balletto Rot al Teatro dell’Opera di Roma nel 1973, una personale a Dortmund e la sala a Pittura-ambiente a Palazzo Reale di Milano nel 1979, una personale a Palazzo Te di Mantova nel 1980. Tra le rassegne recenti che impaginano la nuova produzione di tele estroflesse a percorsi sinuosi, la personale alla galleria Montrasio di Monza con testo di A. Crespi nel 1998 e l’antologica alla galeria Niccoli di Parma a cura di L.M. Barbero nel 2000. Bibliografia: L.M.Barbero, Bonalumi, Parma 2000.