Fausto Melotti. Sul disegno.

 

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15 gennaio - 28 febbraio 2018

(La mostra sarà temporaneamente sospesa dal 30.01-06.02.2018)

La rassegna dal titolo Sul disegno, curata da Marco Meneguzzo, presenta venti disegni di Fausto Melotti (1901-1986), – di cui ben 18 esposti per la prima volta assieme e databili ai primi anni Settanta, uno dei periodi più fecondi dell’artista trentino.

Il percorso espositivo è inoltre arricchito da una ventina di sculture e ceramiche, come il Vaso Sole del 1950, i Bambini del 1953, il Cavallino del 1960, Il grande Contrappunto Piano, nella versione unica, del 1973, uno dei lavori più famosi e importanti dell’artista, o ancora vasi, ciotole e altre ceramiche degli anni cinquanta/sessanta.

L’occasione per focalizzare l’attenzione sul disegno di Melotti è data dalla recentissima acquisizione di un gruppo di disegni molto omogeneo: dei venti esposti, ben diciassette sono stati utilizzati per accompagnare la pubblicazione dei due quaderni di “Linee” (rispettivamente nel 1975 e nel 1978) per la casa editrice Adelphi. Sono raccolte di aforismi acuti, pungenti, lirici e talvolta amari che l’artista aveva voluto raccogliere sinteticamente dopo quarant’anni di lavoro, e alla vigilia dell’ultima, felicissima stagione di attività.

In questo contesto di rinnovata creatività, la pratica del disegno – come della grafica – diventa fondamentale: non tutti sono progetti di sculture, ma tutti possiedono quella particolare atmosfera di sottile narratività, e stilisticamente si ricollegano ai disegni d’anteguerra, molto più di quanto non si possano ricondurre le sculture degli anni settanta e ottanta a quelle degli anni trenta.

A questo proposito, di concerto col curatore Marco Meneguzzo, la Galleria Tonelli ha inteso fornire a collezionisti, studiosi e appassionati uno strumento storico-critico, basato sullo studio analitico di questo gruppo di disegni, che si è concretizzato in un ampio volume, per certi aspetti sistematico, sul disegno melottiano, e sui metodi di comparazione tra disegni e sculture, alla ricerca di temi e stilemi sia comuni che peculiari al disegno e alla scultura.

Il risultato è un volume bilingue (italiano-inglese) edito da SilvanaEditoriale, di oltre centocinquanta pagine: un lungo saggio introduttivo del curatore sulla pratica del disegno, precede le singole ampie schede – sempre curate da Meneguzzo – che mostrano apparentamenti e temi ricorrenti nella poetica melottiana, attraverso l’accostamento visivo di disegni e sculture concettualmente vicini a quelli esposti; una biografia “raccontata” curata dalla storica dell’arte Sarah Boglino e una bibliografia completano il volume.

 

lun – sab: 10.30 – 13.00 / 14.00 – 19.45

Domenica su appuntamento

 

Una Collettiva

 

COLLETTIVA

 

16 novembre – 15 gennaio 2016

La Galleria Tonelli conclude la sua stagione espositiva per l’anno 2015 con una mostra dedicata agli artisti della galleria, presentando una selezione di opere di grande qualità che spaziano dagli anni ’50-’60 delle creazioni di Lucio Fontana e Fausto Melotti fino ai lavori più recenti di Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, David Simpson e molti altri protagonisti dell’arte del XX secolo.

 

Un’ampia panoramica sull’arte storicizzata del Novecento, con opere di artisti del calibro di Alviani, Accardi, Arends, Atchugarry, Baruchello, Boetti, Bonalumi, Capogrossi, Castellani, Christo, Consagra, Dorazio, Fermariello, Fontana, Melotti, Pistoletto, Pomodoro, Scanavino, Schifano, Simpson, Turcato.

Una piccola sezione della mostra sarà inoltre dedicata a grandi figurativi come Mario Sironi, Massimo Campigli, Filippo de Pisis, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi.

 

L’esposizione si articolerà nelle tre sale del nuovo spazio espositivo di via Aurelio Saffi 33 (ang. Corso Magenta), e proseguirà nella storica sede di Corso Magenta 85.

 

lun – sab: 10.30 – 13.30 / 15.00 – 19.30

A dicembre, domenica su appuntamento

 

Today Together

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15 settembre – 31 ottobre

TODAY TOGETHER è la mostra che la Galleria Tonelli e Studio la Città presentano a partire dal prossimo 15 settembre 2015 nello spazio di via Aurelio Saffi 33 a Milano e che vede protagonisti sei grandi artisti internazionali: Getulio AlvianiStuart ArendsVincenzo CastellaFausto MelottiMario Schifano David Simpson.

La mostra si articolerà nelle tre sale dello spazio espositivo, proponendo un dialogo tra “coppie” di artisti. Così, nella prima sala saranno messe in relazione alcune opere di Vincenzo Castella e di Mario Schifano. Del primo saranno esposte diverse fotografie inedite della serie “Milano”, dove l’artista pone l’at- tenzione su come le città siano di fatto un insieme di corpi e di abitazioni. Del secondo, invece, saranno presentate alcune opere degli anni ’60 – ’80 che illustreranno i diversi periodi artistici di Schifano: dalla ripresa del Futurismo nel 1964 all’uso della polaroid, dall’influenza dei mass-media nella pittura al ricorso a tecniche e materiali diversi, fino al furore produttivo degli anni ’80 dove il gesto del pennello diventa quasi frenetico. La fotografia per Castella e le carte per Schifano costituiscono il linguaggio con cui gli artisti indagano la realtà e concepiscono l’arte, la quale “sembra consistere soprattutto nel modo di guardare la vita come uno spettacolo della visione” (Gian Piero Vincenzo, Mario Schifano “Omaggio”, Studio la Città, 1991).

Nella seconda sala il dialogo sarà tra Stuart Arends e Fausto Melotti, due personalità artistiche accomu- nate dalla loro peculiare manualità: la prima esplicitata attraverso la realizzazione di quelli che l’artista definisce “Kid Blocks”, ossia giocattoli – meglio definiti dall’artista come “materiali trovati”, ovvero blocchetti di legno, tazze e barchette – dove la cera e la pittura entrano in relazione con un’intima armatura di legno, mentre la seconda rivelata dalle esili sculture degli anni ’50.

Infine, nella terza ed ultima sala verranno esposte una selezione di opere cinetiche di Getulio Alviani e le tele monocrome cangianti di David Simpson. Se da un lato il concetto di kìnesis nelle opere di Alviani, realizzate in alluminio e laminato di vetro, è più esplicito, con sfaccettature sempre diverse che interferiscono con l’esperienza ottica, nei lavori di Simpson è più “ermetico”. Le opere dell’artista americano mutano cromaticamente con maggiore o minore evidenza a seconda dell’incidenza della luce.

 

 

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The Fontana I love

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27 aprile – 31 luglio 2015

The Fontana I Love è il titolo dalla mostra dedicata alle opere in ceramica e gesso di Lucio Fontana, uno dei più grandi artisti italiani del ‘900 che la Galleria Tonelli e Studio la Città propongono al pubblico internazionale in occasione di Expo 2015. La mostra fa parte del progetto espositivo ed editoriale Arte Milano che vede riunita l’attività di cinque gallerie e di due fondazioni milanesi, tutte attive a livello internazionale nel campo dell’arte contemporanea. I sette partecipanti sono: Galleria Blu, Galleria Lorenzelli Arte, Galleria Milano, Galleria Tonelli/Studio la Città, Studio Visconti, Fondazione Marconi e Fondazione Mudima. 

La mostra si terrà nello spazio di Via Aurelio Saffi 33 (angolo di Corso Magenta, Milano) dal 27 aprile al 31 luglio 2015

 

 

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Tino Stefanoni

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Dal 20 novembre 2013

Dal 20 novembre 2013, in occasione della più grande e completa antologica di Tino Stefanoni presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese, la Galleria Tonelli presenterà una mostra personale presso la propria sede a due passi dal Palazzo delle Stelline.

Dagli olii alle sinopie, dalle casette agli aerei, dai tramonti ai cieli stellati, saranno esposte alcune tra le opere più significative della sua creatività, tutte accomunate da una caratteristica che lo ha sempre contraddistinto nel panorama artistico italiano, una “lucida” poesia.

Accardi Incontra Fontana

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Dal 23 ottobre al 27 novembre2012

La Galleria Tonelli inaugura la sua stagione espositiva con una mostra dedicata a due grandi protagonisti del Novecento: Carla Accardi e Lucio Fontana.Non un confronto, ma un incontro. É elemento comune lo stesso essenziale vocabolario: Accardi con il suo personale alfabeto di segni che si intrecciano e si moltiplicano nella bidimensionalità, Fontana con il suo gesto che plasma la materia e che crea interazioni spaziali e forme minimali. “I segni diventano per l’Accardi come impronte lasciate sulla sabbia,un gesto primario, assoluto che tende all’azzeramento di pittura
e materia, e alla ripetizione senza fine così come per Fontana il bucare e il tagliare la tela alludono all’immateriale e all’infinito” scrive Rachele Ferrario. In galleria sono esposte una ventina di opere, dalle tempere alla caseina dei primi anni ‘60 ai vinilici su tela grezza realizzati negli anni più recenti per Accardi; ceramiche e opere su carta per Fontana, tra cui un Concetto spaziale in terracotta colorata del 1955- 60 e una coppia di belle opere su carta, Concetto spaziale del 1957. Il catalogo, con testi di Rachele Ferrario, è disponibile in Galleria.

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Getulio Alviani

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Dal 29 aprile al 30 maggio 2012

Trionfi di Colore

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18 aprile 2011

“Il colore è la conquista moderna che ha arricchito la tradizione. Ma non c’è nessuna scissione, in pittura, tra antico e moderno”. Chi scriveva così era qualcuno che di pittura se ne intendeva: Matisse. E le sue parole tornano in mente guadando le opere di Claudio Olivieri. Anche loro dimostrano che la pittura moderna non esiste. Esiste, quando esiste, la pittura. Non so voi, ma quando guardo i quadri di Olivieri non penso più a tutte le cose che abbiamo imparato (o, peggio, insegnato) a scuola: l’astrazione, la Scuola di New York, Rothko, Barnett Newman… Saranno anche vere, ma mi sembra che complichino inutilmente, come chi davanti a un fiore parlasse di tepali e perianzio. Dicono tutto, tranne l’essenziale.
Ai quadri di Olivieri, invece, si potrebbe dare il titolo medioevale, petrarchesco, di Trionfi. Sono trionfi del colore, non nel senso trionfalistico di eccesso, come spesso si intende oggi. Lo sono, piuttosto, perché si incentrano totalmente sul colore: il colore come mistero e come evidenza, come energia e come fragilità, come festa mobile e apparizione immobile, come temporalità e superamento del tempo. Contraddizioni? Ma le contraddizioni riguardano la vita e interessano alla filosofia. La pittura è, felicemente, al di là.

Elena Pontiggia


Ceramiche e Carte

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Dal 15 Settembre al 15 Ottobre 2011

La stagione espositiva della Galleria Tonelli si apre con una mostra dedicata a Lucio Fontana. Le opere in presenti in galleria illustrano ancora una volta la poliedricità di questo grande protagonista dell’Arte del ‘900: sono esposte opere su carta datate a partire dagli anni Quaranta, come il bel disegno di soggetto mitologico del 1949 – Leda e il cigno – il più tardo Studi per olii del 1961, o la bella coppia di chine su carta (Concetto spaziale del 1957).
La sua attività scultorea è rappresentata, tra le altre opere, dalla terracotta Concetto spaziale del 1955-60 e dal piatto in ceramica con il delicato Profilo femminile degli anni Quaranta. Si può inoltre ammirare un insolito dipinto su tela riportata su legno che rappresenta la Corrida, tema caro al mondo latino e che riconduce alle origini argentine dell’artista. La Galleria Tonelli da sempre propone e acquista opere di Lucio Fontana.


David Simpson e Stuart Arends

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Dal 12 Aprile al 4 Maggio 2010

Una Lucida Concettualità

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Dal 22 Settembre al 25 Ottobre 2010

Ogni tanto qualcuno annuncia la morte della pittura. Ma dire che la pittura è morta è come dire che è morto lo zucchero, che sono morti i pomeriggi. Il problema, semmai, è vedere di che pittura si tratta. Aldo Damioli, Salvo, Tino Stefanoni, artisti talmente diversi da avere molto in comune (perché in arte, come in filosofia, gli estremi si toccano) lavorano da anni a una pittura intesa come “come mentale”. La pittura, per loro, è la ricerca di una forma: una forma nitida, definita, chiusa nei sigilli dei contorni, in modo che l’immagine nasca non dall’emozione o dalla sensazione,
ma dallo scrutinio dell’intelletto.Il colore, certo, non manca, anzi è cercato e corteggiato. Ma solo dopo la definizione dell’immagine: che è un’immagine metafisica appunto perché non deriva dalla realtà, ma dal concetto. Pittura concettuale, dunque, ma non cerebrale. Anzi, venata da un’immediata magia. E diciamo magia un pò nel senso in cui lo diceva Bontempelli, quando teorizzava il suo realismo magico.
E sognava un’arte generata da un “realismo preciso, avvolto in una atmosfera
di lucido stupore”.


Mario Schifano – Opere dal 1962 agli anni ’80

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Dal 23 Novembre al 8 Dicembre 2010